mercoledì 3 maggio 2017

Baguazhang Campus 21,22,23 Luglio ROMA




Seminario del M°Zhang Dugan sul combattimento dello stile e il suo training,per una profonda comprensione del Baguazhang Tradizionale. Chuanzhang , zouzhang e applicazioni tecniche


Presso il Baguazhangfiwuk Camp via della Macchiarella 154 Ostia Antica,ringraziamo pertanto il M°Zhao Min Hua ed il suo discepolo M°Nikitas Petroulias per la collaborazione e la sempre viva amicizia e stima




PROGRAMMA

Venerdì
17.30 cocktail di benvenuto con possibilità di bagno in piscina per chi lo desiderasse in compagnia del Maestro e dei suoi racconti.
20.00 cena e festa.

Sabato
9.30/12.00
Domenica
9.30/12.00


16.00/18.00 aperto solo agli studenti che vogliono perfezionare il lavoro svolto nelle due mattine precedenti

Hotel convenzionato:
OSTIA ANTICA PARK HOTEL
https://www.ostiaanticaparkhotel.it/

servizio incluso di colazione camera doppia 80 euro a giorno camera tripla 100 euro a giorno
NT. La tariffa s'intende per stanza l'albergo offre anche un servizio navetta da concordare su prenotazione.

Pranzi e Cene giornaliere presso il Baguazhangfiwuk Camp tariffa giornaliera 6.50 a pasto (sabato e domenica) venerdì 14.00 euro

COSTI SEMINARIO
Sabato e Domenica 9:30 /12.00 (2gg) 80 Euro
Sabato e Domenica +lez 9:30/12.00 (2gg) + Domenica 16.00/18.00 110 Euro
O Sabato o Domenica 9:30/12.00 (1gg) 50 Euro

INFO, PRENOTAZIONI, ALLOGGIO:
Paolo Chilelli   3409373284
Fabrizio Pozzi 3405804572
info@baguazhang.it
Per iscrizione è necessario versare un acconto di Euro 50 tramite bonifico bancario a International Ba Gua Zhang Association IBAN IT38U0200805232000102320222. Causale :Bagua Campus Roma

sabato 18 marzo 2017

L'International Baguazhang Association e La Tradizione senza tempo di Zhang Dugan



Umberto Eco,che personalmente non mi è stato mai molto simpatico, diceva I social Media hanno dato diritto di parola agli imbecilli”. 
Insomma tutti,ma proprio tutti hanno lo stesso diritto di parola di un premio Nobel. Tutti sono oramai detentori di verità.
Figuriamoci professor Eco in un ambiente come il nostro,l'ambiente degli “Improvvisatori Erranti”,ovvero quello delle arti marziali.
Volendone fare un identikit il maestro moderno è una figura sintesi tra uno Jedi,per la forza mistica di cui si vanta,un Taoista per caso per gli aforismi che elargisce a memoria,ed un errante di walkin dead per la grazia e la scioltezza di movimento con cui sente l'esigenza di deliziare l'umanità postando di continuo video che lo ritraggono.

Internet ormai ha preso il posto di tutto:è compagno di giochi, è libro di testo, è luogo per tessere relazioni sociali. Vetrina indispensabile per pubblicizzare e pubblicizzarsi. E oramai è anche Gilda di grandi maestri con i loro grandi segreti.
Corsi online di Baguazhang,che solo al sentirlo sto male,dimostrazioni oscene e continue di tecniche che mal si capiscono e ancor meno si dimostrano,teorie varie e arguite che strizzano l'occhio ad un sempre più imperante sistema new age.




A questo ci si aggiunge sempre chi chiede di riunire,organizzare,creare e bla bla bla...oltre all'ormai maestro avatar, cioè colui il quale millanta discepolati in terre lontane e conoscenze mistiche di qualsiasi genere,anche la dove questi non ci sono;gente che fa fare baishi e non l'ha mai ricevuto,ma che tuttavia ha visto su internet come si fa...tanto se esistono i tutorial su come fare un nodo ad una cravatta perchè non dovrebbe esserci qualcosa che mi insegni a mettere su una cerimonia i cui miti e tradizioni e significati si perdono nella notte dei tempi?

Eppoi è l'epoca dei ricercatori coloro che cercano il Sacro Graal che come sempre sta in posti impervi e mai vicino casa, e che sentono il bisogno di comunicare a tutti pure cosa mangiano,bevono e se sono andati al bagno.

Ebbene in mezzo a questo caos da pochi giorni si è concluso a Piacenza uno stage del M°Zhang Dugan,stage che l'ha visto protagonista assieme ad i suoi allievi di un week end all'insegna della tradizione marziale reale, genuina, semplice. 
Elementi facili da dire e difficili da reperire. Il primo stage da quando il maestro ha ufficialmente preso allievi. Quelle stesse persone che lui coltiva e fa crescere da una vita e che rappresentano la vera eredità della linea che il maestro ha portato in Europa. Persone semplici che si allenano nel silenzio senza fare proclami altisonanti o invadere il cosmo con video e immagini inutili con il solo scopo di alimentare il proprio se' e che dopo una vita continuano a non farsi chiamare MAESTRO proprio per rispetto al proprio Shifu.

Quello Shifu che è un personaggio senza tempo. Un po' come Totti. Non devi essere della Roma per esserne tifoso. Le sue spiegazioni sul giro,sui principi del Baguazhang, sono capolavori di cultura marziale . Frutto di una vita dedita ai sacrifici,sperimentazioni,avventure. E come Totti è una bandiera. Un simbolo dello stile stesso. Una persona che qualunque marzialista dovrebbe conoscere almeno una volta nella vita.




In un epoca solcata dall'infedeltà,dall'incoerenza,dal “il fine giustifica i mezzi ...che non ho” ,lui è immagine di quella tradizione che tarda e non vuol morire.


Il Baguazhang è la vita che si prende tutto. Non puoi stare a guardarlo da lontano e commentarlo o pensare che sarà un video o un libro ad illuminarti. Chi asserisce questo mi permetto di dire non ha capito nulla di ciò che studia e ricerca. Perchè è come se provasse ad abbracciare una conoscenza non utilizzando tutti i suoi sensi ,tutto se stesso.

Ecco il male del nostro tempo. Apprendiamo con parti di noi e non con tutto noi stessi.
Ci limitiamo a guardare la foto di un mare anziché immergerci.

Zhang Dugan ha donato una vita al Baguazhang,per preservarlo,salvarlo e tramandarlo nella sua reale dignità. A Piacenza l'ha ampiamente mostrato con semplicità,chiamando in causa la Fisica e non la metafisica.

Una scuola che parla di tradizionale e lo fa nel rispetto della tradizione,ecco cosa ha mostrato e cosa testimoniano ogni giorno i suoi allievi.

In un epoca dove il tradizionale è il rifugio dell'ignoranza,una bella parola da usare e applicare ai titoli,vessillo per le varie organizzazioni fantasportive per attirare gente e di prostituzione intellettuale per quelle sportive,c'è ancora chi parla di maestri,maestri nonni,antenati,fratelli e figli che verranno.

Il tutto ricordando che il Baguazhang si può esprimere solo in zouzhang e chuanzhang.
E che solo se non perdi l'aspetto marziale puoi capire tutto il resto.Negli altri casi meglio farsi una bella passeggiata.

15 e 16 Luglio e 22 e 23...Catania e Roma le prossime date per conoscere il maestro,gli allievi,la famiglia .
Immergersi nel tradizionale e festeggiare i suoi 60 anni.
Per saperne di più

   www.baguazhang.it

https://www.facebook.com/ibgzainternational/



venerdì 6 gennaio 2017

Wing Chun ,Baguazhang e tanta voglia di vivere :Intervista al M° Kleber Battaglia



Shanghai in un gelido pomeriggio di Dicembre incontro il M°Kleber Battaglia italo francese,psicologo,uno dei personaggi mondiali più autorevoli nel settore Wing Chun, ricercatore e giornalista per importanti riviste di settore ad HonkKong. Ne nasce una chiacchierata trasformata in una intervista unica e preziosa.

Per contatti ed informazioni http://wankamleung.com/affiliate-schools/china-shanghai/

https://www.youtube.com/watch?v=3JHh8ZrxU7M

Maestro Ci parli un po' di lei.

Vivo ed insegno a Shangai il Wing Chun, per la precisione il Practical Wingchun,
cioè quello nato dalle ricerche del mio maestro Wan Kam Leung http://wankamleung.com/,
studente più anziano di Wong Shun Leung,uno dei 4 allievi più famosi di Ip Man ,quello che realmente rese famoso lo stile come stile di combattimento avendo vinto i “bei mo”,combattimenti illegali fatti sui tetti delle case di Hong Kong (per soldi naturalmente)...un po' come in LionHeart il film di Vandamme. Lo chiamavano “Re delle mani che parlano”. Il mio maestro iniziò a studiare con l'allievo più anziano di Ip,non gli piacque, e seguì costui che incontrò proprio il giorno che stava aprendo la palestra. Si allenava e divenne un ottimo praticante di Wing Chun e poi si pose delle domande? Cosa c'è in altri stili?E ricercò negli stili interni.
Oggi è una moda,molti fanno così. Dall'esterno cercano di avvicinarsi agli interni. Anche se interno ed esterno è una divisione culturale. Non centra niente con ciò che viene diffuso ampliamente . Tutto quello di derivazione Buddista era esterno,perchè il buddismo venne da fuori la Cina;Il taoismo invece nasce in Cina,per ciò parliamo di interno.



Sa che questo apre discussioni e dibattiti infiniti?

Speriamo,il confronto intelligente porta le arti marziali a svilupparsi. Dopotutto il problema è che guardiamo gli altri e gli stili con i nostri parametri di giudizio. Arroccandoci sulle nostre posizioni.
Ma la verità è che le arti marziali sono simili.

Ci faccia un esempio


Il mio maestro concluso il programma di Wing Chun fece ricerca, dopo aver esplorato diversi stili Interni è stato molto intelligente,è riuscito a prendere il motore interno ed inserirlo nel Wing Chun. Pensate sia facile? Affatto,tutti infatti insegnano uno stile,magari un secondo,un terzo,quarto,etc etc tutto settoriale. Il mio no. Insegna Wing Chun. Che a vederlo sembra un Wing Chun che allo stesso tempo non lo sembra. Più di 30 anni fa ha fatto questo lavoro.

Io L'ho visto e sicuramente è il sistema più originale di wing chun con cui mi è capitato di confrontarmi. Anche lei fa il ricercatore gira la Cina,incontra e si confronta con vari maestri,ci faccia un regalo qualche chicca sul Baguazhang...


Il Baguazhang è uno stile che non avevo mai considerato. Perchè sembrava lontano da ciò che stavo cercando e poi  non avevo visto nessun maestro muoversi secondo i principi interni che cercavo.
E aggiungo che purtroppo il Baguazhang ad oggi fra i comuni tre stili interni è quello meno conosciuto ma che ha avuto più interpretazioni. Mi spiego. Nel taichi ci sono state diverse interpretazioni ma poi qualcosa riconduce sempre. C'è legame. Nel Bagua pare che solo il cerchio lo sia,ma ognuno poi lo faceva diversamente.

Io ho provato e non mi dava la sensazione interna che anni dopo mi ha dato la scoperta e la pratica del Bagua della linea che va da Dong Haichuan a Zhang Dugan (che vive qui) e ora quindi i suoi allievi.

E tramite Mauro A.D'Angelo prima e Paolo Chilelli dopo e il maestro Zhang stesso ;ho capito la validità del sistema. Che considero veramente molto avanzato.
Posso capire pure perchè molti non lo comprendano.
Inoltre secondo le mie ricerche lo stesso Dong Haichuan insegnava principi.
Non forme. In una setta di monaci trovò la camminata in cerchio e lo zhanzhuang, due pratiche esoteriche taoiste molto importanti ma segretissime nel passato. Probabilmente per questo molti lo han iniziato a sviluppare in modi diversi ed ecco perchè neanche sugli animali nel bagua si trova un accordo.
Lei pratica Baguazhang?

Non sono un praticate di bagua,ne ho una comprensione limitata, ma sono un artista marziale uno che fa ricerche,aperto costantemente al confronto e posso dire che il Baguazhang è uno stile grande, che non aiuta un beginner,richiede allenamento e apertura mentale,assomiglia molto alla boxe occidentale,ma più complesso.

Paragoni col Wing Chun?
Strategicamente secondo me partono da due punti opposti. Nel wing chun cerchiamo il contatto constante e proviamo ad essere il centro dove tutto gira attorno,una strategia simile al taichi. Il bagua ha un footwork costante ,non tiene posizioni fisse,si muove costantemente,non da punti di riferimento. L'avversario diventa il centro. Però i principi tenere il proprio centro,colpire il centro,il costante focus nel colpire e aprire,che non ho mai trovato nel taichi in cui si son focalizzati sul push and pull,le geometrie che ci sono,sono simili. La distanza cambia secondo me. Ma di quel che ho visto il Bagua assomiglia molto al Pratical Wing Chun,non proprio al Wing Chun tradizionale che non ha gran passi, e non è molto mobile. Dato che usano il peso sulla gamba posteriore che non facilita la velocità.

Torniamo A Dong HaiChuan,di una setta,ci dica qualche teoria a riguardo

Ci sono diverse teorie,ma teniamo bene a mente che in Cina ricercare seriamente è impossibile. Non esistono scritti,tutta la tradizione è orale. Quindi secondo me da occidentali dobbiamo approcciarci alla storia, e se ogni maestro ci racconta una storia diversa guardiamo i punti in comune.
Di Dong Haichuan sappiamo che : Era di una enorme stazza e aveva un esperienza marziale vasta. E venne in contatto con dei monaci.
Alcuni dicono gli abbiano insegnato loro il bagua,ma ne dubito fortemente e lo sa perchè? Secondo i miei studi e quelli che da anni hanno portato avanti e pubblicato le università di Oxford e Harvard nei monasteri non si facevano arti marziali. Sono state create leggende ,storie che oggi hanno creato una vera industria. Basta pensare a Shaolin e non solo. Insomma i monaci non erano combattenti. Ma il monastero usava assumere mercenari in tempo di guerra per evitare razie dal monastro stesso. Lo stesso Bodhidharma ,che per inciso non fu accetato a shaolin,ma dovette aspettare anni prima di entrarci, insegnò , secondo me, tecniche yoga. Focalizzate sull'allinamentoposturale. Magari perchè questi monaci erano deformi a causa delle ore fermi in meditazione. Non certo abili e atletici guerrieri.
Quindi lo stesso destino toccò a Dong Haichuan ,non ha imparato a combattere . La setta che incontrò si focalizzava sulla camminata in cerchio,un sufi meditativo. Eseguito con mantra vocali. Dong che era un guerriero,sintetizzo le tecniche con la camminata. Che ho sperimentato io stesso,sembra semplice,ma fatta bene e difficilissima.

Il M° Zhang Dugan e la sua scuola International Baguazhang Association,può fare delle considerazioni?
Il maestro umanamente è fantastico,uno di quei maestri che va incontrato almeno una volta nella vita. Rappresenta il tipico maestro che uno vede e che ha sognato crescendo coi film di arti marziali. Mi ricorda la battuta dell'allievo che va dal maestro ed il maestro gli dice “hai visto il raggio di sole al mattino”, Sì. “hai visto l'acqua del ruscello scorrere” Sì, “Hai meditato sull'albero che cresce” Sì. “Ebbene ecco perchè non sei bravo. Non ti alleni”. E queste risposte sono tipiche di lui. Insomma un personaggio favoloso.
E a prescindere dallo stile, lui ha un focus sulla qualità del movimento che io ad oggi,e vi assicuro che conosco e ho conosciuto moltissimi maestri,non ho mai riscontrato in nessuno. Un focus maniacale sulla qualità. Io ho conosciuto Mauro A. D'Angelo e Paolo Chilelli e tutti loro hanno un alto livello di comprensione di movimento,uno standard marziale di altissimo livello. Cosa che mi ha impressionato. Perchè è una qualità difficile da insegnare. Quindi se i suoi insegnanti hanno questa qualità,se i suoi allievi hanno questa qualità,questo fa capire come il maestro si sia focalizzato su questo lavoro autentico e tradizionale e l'abbia passata. E la cosa è rarissima.
Quindi do un consiglio,chi vuole capire e cercare un motore interno marziale,a prescindere dal fare o non fare Bagua, io consiglio tutti vivamente di vedere cosa propone la scuola del maestro Zhang Dugan,   www.baguazhang.it,
 perchè non credo oggi che in Italia e non solo ci siano molte persone che esprimano lo stesso movimento di qualità ad oggi. Non conosco tutti gli artisti marziali in italia,ma ne conosco molti lì e moltissimi qui e in tutto il mondo. Ci lavoro,mi ci confronto,li intervisto.



Vivo per e con il Kung Fu in Cina,ma posso garantire che in Italia ce n'è di più e di maggior qualità. Qui c'è qualche perla,come lo stesso Zhang ,che poi era in Italia,purtroppo però molti maestri con la rivoluzione culturale sono andati persi. Uccisi. Altri emigrati: Vietnam,Canada,USA,Sigapore,Taiwan,etc . Penso che il vero Kung Fu sta proprio fuori dalla Cina.

Grazie Maestro per le parole ,per l'esperienza condivisa,l'amicizia.

A voi.



BUONE FESTE DA SHANGHAI


domenica 23 ottobre 2016

La Biomeccanica nel Bagua

Cos’è la biomeccanica? Difficile a dirsi, difficile da descrivere e difficile non ridere e sorridere dato che tutti ne parlano e ne straparlano come sempre,dopotutto è risaputo che il Maestro di arti Marziali diventa automaticamente maestro di qualsiasi cosa. Ergo anche di biomeccanica.Bisogna provarla, la biomeccanica, bisogna farla, bisogna sperimentarla. Come il Baguazhang, ne puoi parlare finché vuoi, ma rimarrà sempre un mistero finché non ci si allena, finché ogni santa mattina non ci si alzi e ci si applichi a fare “GIRO”. Come il sesso, bisogna farlo, non parlarne troppo. Anche per fare onore alla categoria .
Iniziamo col dire che la “Parola del Momento” viene dal teatro e che ci sono mucchi e mucchi di libri e che le 36 canzoni del Baguazhang rappresentano un attenta sintesi di questi principi che sono semplici, organici e fisici. Ed Il praticante di Baguazhang dovrebbe fare propri questi principi,anche perchè il rischio serio è di fare tutto tranne bagua. Con la logica conseguenza di non comprenderlo,farlo male e tamponando prendendo spunto da altri sistemi.

Tutta la biomeccanica si fonda sul principio per cui, se si muove la punta del naso, si muove tutto il corpo. Tutto il corpo partecipa organicamente al movimento, anche il più piccolo. Ogni reazione, quindi, è sviluppata da tutto il corpo. Quindi se vedo scatti,movimenti leggiadri che ricordano gli armadi IKEA,giravolte strane ...ebbene non ho capito nulla di biomeccanica...figuriamoci di Baguazhang. Dopotutto Stiamo una vita a parlare di Animali, perchè? Non comprendiamo che il movimento di un animale parte dalla testa?Quindi ad esempio se c'è di mezzo un serpente l'importanza non saranno mai le posizioni delle mani? A meno che non ci si trovi davanti ad un serpente con le zampe...
Ogni movimento è composto da tre elementi e osservare un gatto sarebbe utilissimo a riguardo: L'Intenzione che mi guida,l'equilibrio che perdo camminando,esecuzione.

Requisiti di base:capacità di trovare il proprio centro,coordinamento nello spazio,capacità adattamento
Sul centro potremmo scriverci libri. Ma penso sia un dato fondamentale di qualsiasi arte marziale o quantomeno dovrebbe. Da piccolo pensavo che si dovesse conquistare il centro dell'avversario per vincere. Oggi so che non è importante il centro dell'avversario,ma è essenziale non perdere il proprio centro. Nella lotta come nella vita. Oggi si tenda a desumere il proprio valore dai riconoscimenti altrui.
Lo stesso fenomeno delle sigle marziali fa proprio questo.
Si e’ spostato il proprio sistema di referenze all’esterno: lasciamo che siano gli altri a dirci quanto valiamo.
Persino l’amore spesso diventa, per dirla con Cioran, reciproco e spudorato incensamento allo scopo di accrescere la propria autostima; ricerca di una condizione, di uno "status", piu’ che di un sentimento.
Infatti siamo pieni di gente con ansie da prestazione, che arriva talvolta all’astensione da certe pratiche o alla rinuncia a perseguire i propri sogni, per timore di fare brutta figura di fronte agli altri o perche’ qualcuno ha detto loro che non ce la possono fare, che e’ al di fuori della loro portata. Insomma Bisogna riscoprire il proprio centro, riportare il proprio sistema di referenze all’interno di se’, anziche’ lasciarlo in balia degli altri e non perderlo. Chiusa questa enorme parentesi. Teniamo conto dello spazio. Perchè il nostro corpo è misura delle cose. Quindi bisogna sviluppare una Coscienza del cambiamento posizione di ogni singola parte del corpo,insomma se eseguo una forma non è importate di quanti movimenti sia composta,ma quanta consapevolezza corporea ho di ogni singolo movimento. Detto con estrema franchezza avere un programma di forme non è baguazhang e secondo me è un pugno alla tradizione. Dong Haichuan era un militare...ebbene ci volevano decenni per formare a sua volta altri militari?
Ogni esercizio va fatto con estrema cura del dettaglio. E solo la consapevolezza di ogni parte del nostro corpo ci porterà a sviluppare una grande capacità di adattamento. Perchè la tecnica è una ma il corpo si adatta e a seconda dello spazio che occupa la eseguirà diversamente. Se ho molto spazio posso arrivare con la mano,altrimenti c'è il gomito,la spalla,...ma la tecnica è la stessa. Qualità e non quantità.
Un esempio su tutti i ragazzi che fanno break dance .

Capiti i requisiti base bisogna mettere il cervello. Ebbene ecco l'Economia dei movimenti,non si da libero sfogo ai movimenti,servono ponderatezza ed energia. Incontro diversi insegnanti che mi dicono di come nel Bagua il movimento è libero. Poi girano guardando a terra,in aria,simulando strani ondeggiamenti,strane torsioni...
Personalmente amo fare distinzione tra movimento libero e movimento anarchico . La libertà ha delle regole. Il gatto grasso,snello,attivo,sedentario,conserverà sempre una sua eleganza.
Perchè la legge naturale che regola il movimento è una sola. Noi invece con la storia del QI del Tao e della spiritualità a costo zero uniti al movimento siamo più simili agli zombie di walkin dead.

La biomeccanica come disciplina inizia laddove finisce l’esercizio meramente fisico e comincia quando, dall’esecuzione di un gesto, si passa a collegare tutto il movimento del corpo con l’intenzione, da cui nasce conseguentemente la reazione, ossia la vita. La biomeccanica richiede un corpo disponibile e un cervello agile, senza questi due elementi abbiamo a che fare con un mero esecutore di gesti . Un guerriero
senz’anima. La macchina è fredda, è la vita che riscalda i cuori ...il baguazhang è vita.

sabato 8 ottobre 2016

GENERAZIONE X



La  M° Ye ci regala una perla di riflessione unica, ironica, amaramente vera
https://ottotrigrammi.wordpress.com/

 "Parliamo oggi di famiglia, e nello specifico, di antenati ed eredi, e ancora più nello specifico di famiglia marziale e alberi genealogici marziali. Come ho raccontato nella mia intervista pubblicata dalla F.I.Wu.K.,(http://baguazhangchronicles.blogspot.it/2016/01/intervista-alla-maestra-ye-ye.html)

 la mia famiglia faceva anche parte di una famiglia marziale. In quanto ragazza, non ho avuto accesso a tale mondo fin quando iniziai a praticare BaguaZhang e lì, mi sono stupita della grandissima flora e fauna che circonda l’universo marziale; così florida che la foresta amazzonica sembra il giardinetto incolto sotto casa mia. In questa giungla tropicale di maestri e scuole che sono superati in quantità e varietà, forse, solo dagli ordini religiosi…in questo groviglio di radici, sterpaglie e sottobosco si sono sviluppate un’infinità di famiglie, parentele e discendenze che metterebbe a dura prova lo stesso Mendel. 

Si! perché diciamolo, se googlate “lineage” e il nome di qualcuno o qualcosa, chissà perché vi ritroverete sempre che è un allievo di Pdor, figlio di Kmer, nipote di Ishtar, 


della QUINTA GENERAZIONE (ufficiale) che ha ricevuto le vesti marziali direttamente dal papà di Bruce Lee. La scelta da chi discendere sembra quasi un test a volte, prendiamo il caso di Dong HaiChuan: molte persone scelgono lui per avere una discendenza di tipo regale (dalla prima sorgente) o perché hanno paura di sbagliare citando suoi allievi veri. Sennò possiamo optare per YinFu: ottimo classico di seconda generazione; oppure per Cheng TingHua se vogliamo il tipo “pacifico”, ma bravo…Poi c’è Ma Gui: questo signore va di moda ultimamente, perché nella storia del BaguaZhang era uno dei più forti e quasi controversi; accettabile anche se già andiamo verso la terza generazione… e per fortuna che si trovano poche info su Liu FengChun… Visto come è facile perdersi? la realtà della discendenza è assolutamente relativa. Appuntatevi innanzitutto questo: mettiamo in chiaro che discendenza e bravura non sono due variabili correlate. Non è che un maestro di terza generazione debba essere per forza più bravo di uno di quarta o viceversa.

 E non è che se uno è certificato sia più bravo di uno non. La bravura non centra niente con la posizione in graduatoria, la bravura centra con l’allenamento e basta…ah scusate centra anche con la propria onestà intellettuale…ma questa è un altro paio di maniche… Altro dato da considerare, ogni menpai (famiglia marziali) ha in genere la sua discendenza e il suo albero genealogico, ma di solito ha dei punti fermi e delle “giunture” che si ricollegano facilmente con altri menpai, specialmente negli antenati, ovvio perché più si va alla radice, più le diramazioni parentali si riducono...finchè non si arriva alle fondamenta della famiglia, agli adami e alle eve del kungfu. Il problema è quando ci si allontana dalla base, il dubbio nasce quando dal tronco si passa ai molti rami e infine alle moltissime foglie… siccome sappiamo che tra parenti non si va d’accordo, accade spesso che si dividono, si contendono il primato, si accaparrano l’eredità… e si sa che per l’art. 480 del codice civile italiano ci sono 10 anni di tempo dove ogni persona che si ritenga il legittimo erede può rivendicare la propria fetta; non mi stupisce, quindi, come i molti figli di papà HaiChuan chiedano il proprio posticino nell’albero di famiglia…ed è giusto…del resto papà o zio mica possono esserci per fare l’esame del DNA. 





E qui si allarga un buco nero perché il flusso spazio-temporale non è più certo. L’albero diventa un rovo dove ad ogni spina può crescere una rosa e perché no anche una mora…del resto chi l’ha detto mo’ che l’albero genealogico dev’essere un albero…e di alberi ne esistono tanti, coi rami stretti, coi rami cascanti e coi rami tutti alla stessa altezza. 


Però…però, esiste sempre la nostra razionalità come uomini, non pretendiamo mica di fare i fondatori dello stile…anche se secondo il calendario islamico siamo nel 1437 e saremmo avanti al piccolo HaiChuan di circa 360 anni… e potremmo considerarci GENERAZIONE ZERO. E pure se lui fosse il fondatore, non c’è mica il libro ufficiale degli eredi e nessuno ci ha mai lasciato un timbro con scritto “MADE IN BAGUAZHANG” che certifica ogni allievo. Allora è giusto che io possa diventare erede di QUARTA GENERAZIONE, anche se non ho mai fatto una cerimonia ufficiale e ancora meglio se non l’ha mai fatto neanche il mio maestro…Così forse posso diventare anche TERZA GENERAZIONE (superando anche il mio maestro). Del resto non c’è mica bisogno di allenamento per fare determinate cose; cadiamo nel tranello del “più alzo la mia graduatoria più sono bravo”…ah scusate, questo è sempre “quell’altro argomento”… Comunque… sappiate che anche io ho studiato recitazione e teatro, quando ero alle medie, con un attore che era stato alla scuola di recitazione dove aveva forse insegnato Gigi Proietti, posso forse dire che sono allieva di Proietti? Per una serie di circostanze inspiegabili, SI!! Quindi se Gigi è il fondatore e il mio maestro di teatro era suo coevo…oh mamma! Ho appena scoperto di essere una attrice di PRIMA generazione @_@ !! e ho le prove che lo dimostrano…la mia recita videoregistrata!! 


Morale della favola? Non esiste purtroppo. In questa baraonda forse è proprio la morale, ciò che manca. E quindi cosa ci rimane? Rimane il rivolgersi alla parte critica della propria mente; non credere quando qualcuno ti dice o scrive: “sono della generazione X”, ma documentarsi e vedere coi propri occhi se l’insegnante in questione vale e FARSI DOMANDE!! CHIEDERE!! Non fermarsi…E se la risposta non vi accontenta CERCARE e CERCARE ANCORA!!

 Grazie dalla GENERAZIONE X del BaguaZhang 

Ye Ye

venerdì 16 settembre 2016

Guida Moderna alla ricerca del Tradizionale


Prima di cercare un insegnante di Baguazhang chiediti perchè vuoi apprendere il Baguazhang.
Chiediti cosa vuoi imparare e perchè.
Le motivazioni di ognuno di noi sono sempre diverse… magari vuoi apprendere qualcosa di diverso, dal nome sofisticato. Magari perchè vuoi venderlo. Oppure perchè hai scoperto che il praticante medio di Baguazhang è essenzialmente un tipo figo.
Chiediti cosa vuoi fare del tuo tempo e se hai a disposizione brevi periodi o grandi periodi.
Ma domanda importante che devi porti : Quanto lontano sono disposto a viaggiare o posso?

Insomma chi studia è un piccolo universo a se'. Ed ognuno avrà sempre le sue ragioni personali.
Che proprio per questo possono essere solo accolte ed ascoltate e rispettate.
Tuttavia una delle domande che mi viene posta spesso è “…come faccio a trovare un buon insegnante?”

E dato che l'universo marziale è un universo di uomini infallibili,di cui tutti sono meglio di tutti e che, leggendo sui vari post, portatori di infinto sapere assoluto, basterebbe valutare obiettivamente affermazioni tipo “il vero kung fu tradizionale lo facciamo solo noi”; valutazione che sottolineerebbe come proprio questi altisonanti epitaffi nascondano un’ignoranza fin qui poco celata proprio in materia. Senza pretese, proveremo a dare con questo articolo dei suggerimenti a tutti coloro i quali decidano di intraprendere un percorso marziale nel modo più affidabile possibile.

Il Baguazhang ha molte facce, e ognuno può essere attratto da una o più di esse: può essere un buon sistema per combattere lo stress,un valido sistema per la salute, offre diversi aspetti di qi gong,di meditazione,di combattimento,di salvaguardia di se' da se stessi e dagli altri ,può piacere per l'eleganza dei movimenti… Insomma tante possono essere le ragioni.
Per cui è fondamentale riconoscere un buon maestro da un “SUPERGRANDMASTER CONOSCITORE DEL VERO KUNG FU TRADIZIONALE CHE PERO' FA SOLO LUI O I SUOI AMICI”.

Prima di tutto consiglio vivamente di ricordarsi cosa è reale e cosa non lo è.
State attenti a chi parla di poteri mistici, a chi si veste di spiritualità (prima la gente andava in chiesa ora cerca la religione in palestra?),a chi si presenta come un super uomo e non come uomo (coi suoi pregi e difetti),e che lascia capire di essere come l'Ultimo Samurai.

I ciarlatani dopotutto esistono perché esistono i creduloni.

Un buon insegnante a mio modo di vedere scoraggerà sempre e dal primo giorno le fantasie.
E' vero che ogni studente considera il proprio maestro l'uomo più illuminato. Ma un buon insegnate deve avere nel cuore la crescita dello studente. Non può alimentare le fantasie di costui per i soli fini economici. Perché in questi casi la tradizione, la morale e le belle parole hanno un solo elemento reale che le sostiene : I SOLDI.

Visitate più scuole. Più organizzazioni. Viaggiate.
Non basatevi sulla reputazione .
Verifica il lineage ma ricordati che non è il lineage a fare il maestro.
Insomma io ad esempio sono discepolo del maestro Zhang Dugan, ho un Baishi, rientro appieno in un iter tradizionale ,in un lineage ufficiale. Tuttavia non è detto che io sia bravo.

Ricordate che studiare con uno famoso non rende bravi.
Personalmente starei attento a chi fa e ha fatto collage di maestri,creando pedigree discutibili.

A chi parla di segreti,misteri.


E sempre in prima persona SONO scettico pure su chi propone sintesi personali che a modo loro andrebbero a migliorare lo stile perchè sempre a loro MODESTO parere allo stile manca questo,quello e quell'altro (Giuro che nella vita ho trovato più persone che mi han detto "nel Bagua non funziona questo e quello" anzichè trovare persone che dicessero" Non c'ho mai capito niente di Bagua,l'ho studiato male e l'ho allenato peggio).

Su chi chiama se stesso Sifu,Shifu,Master,Grandmaster...

Su chi vanta titoli e gare vinte.

Le certificazioni conviene averne di istituzionali, poiché in quest'ambito nessuna certificazione è garanzia di un buon maestro. Quindi potrei possedere mille titoli. Ma non saranno i titoli a dire che io sia o no veramente competente in materia. Insomma in un mondo fatto di chiacchiere e titoli solo i fatti e l'esempio hanno un valore. Tanto vale allora possedere un titolo adeguato se vedo il kung fu come una professione.

Insomma chiamate, visitate scuole e non fermatevi ad impressioni e dicerie ,che quasi sempre sono invenzioni dettate dal mercato.
Io personalmente non avrei mai incontrato il mio maestro se avessi fatto così.

State attenti a chi mette regole e liste di regole spacciandole per tradizioni. Nelle arti marziali INTERNE la disciplina viene da dentro. Non servono regole.

E tenete sempre a mente : Non esiste il tradizionale più tradizionale.

Ma onesti e furbi che si narrano onesti.

sabato 10 settembre 2016

Il Baguazhang e le Palme nel 2016

Chissà se Shakespeare avrebbe mai apostrofato la questione con “ Palmo o palma questo è il problema”

Un grande mistero che attanaglia i praticanti di Baguazhang pare sia "Si dice Palmo o Palma? Palmi o Palme. Tanto è vero che ho sempre nutrito la convinzione che la domenica delle Palme fosse una domenica dedicata allo stile.
E Le 64 Palme una tecnica estinta a causa del Punteruolo Rosso.

E' vero che Petrarca ,che a scanso di equivoci non era maestro di Baguazhang ,scriveva nei suoi Trionfi Mostrar la palma aperta e ’l pugno chiuso”, e che in tutta la nostra letteratura, da Dante ad Ariosto, da Foscolo a Manzoni, la superficie della mano opposta al dorso è sempre di genere femminile.
Tuttavia nell’uso informale quotidiano oggi usiamo la forma maschile : palmo.

Già i latini,che pur non conoscevano il Baguazhang,facevano confusione poiché pălmus, maschile, aveva il duplice significato di ‘palma della mano’ e ‘misura di lunghezza’, concorrendo con la forma femminile pălma ‘palma della mano’ e ‘palma (albero)’, da cui derivava etimologicamente.

Gli Accademici della Crusca nel settecento ci raccontano che palmo è lo ‘spazio di quanto si distende la mano dall’estremità del dito grosso a quella del mignolo; definizione seguita dall’attestazione dantesca: “Perocch’i’ ne vedea trenta gran palmi / dal luogo in giù, dov’uomo affibbia ’l manto” (Inferno, XXXI).

Ed il Palmo allora? Palmo per ‘palma della mano’ entra nella nostra lessicografia grazie al TOMMASEO-BELLINI (1871), il quale inserisce delle locuzioni particolari (“avere un palmo di barba”, “restare con un palmo di naso”, “a palmo a palmo”), e uno dei Proverbi toscani raccolti da Giuseppe Giusti (“liscio come il palmo della mano”), corredato della nota “il popolo fiorentino dice Palmo e non Palma”.
Giusti insomma fa notare che l’impiego della forma maschile per la femminile era ben radicato nel fiorentino vivo dell’epoca.
Particolarmente interessante è il caso dello ZINGARELLI che, edizione dopo edizione, documenta l’evidente diffusione della variante maschile nella penisola e, dunque, la sua rapida ascesa al livello di lessico nazionale standard: fino al 2005, infatti, il dizionario registra palmo come variante “specialmente toscana” di ‘palma della mano’; nell’edizione pubblicata l’anno seguente scompare la restrizione geografica e viene aggiunta un’attestazione pirandelliana (“mi grattavo con una mano il palmo dell’altra”). Nell’edizione del 2009, poi, la fraseologia è accresciuta della locuzione “portare, tenere qualcuno in palmo di mano, (fig.) considerarlo, stimarlo moltissimo”.

Quanto fin qui emerso dall’analisi dei dizionari storici e sincronici, è del resto “specchio” di quanto si riscontra in letteratura, dove l’impiego della variante maschile è tutto moderno.
Magari qualche purista potrà aprire un dibattito sullo scontro moderno/ tradizionale tanto caro a noi praticanti e quindi magari affermare di essere un purista del tradizionale e per ciò sostenere l'Italiano del settecento.
Ma il Baguazhang volendo è uno stile giovane e frizzantino come il vino,moderno,nella sua accezione positiva e Dong Haichuan (1797 -1882 ),che sicuramente conosceva il cinese di allora e non l'Italiano il problema del Palmo e della Palma non se l'è mai posto. Ma dato il periodo storico in cui visse sicuramente avrebbe utilizzato la forma maschile (che, si noti, interessa anche il plurale). Magari Il passaggio di genere potrebbe essere stato forse favorito da un’assimilazione alla -o finale di mano, voce cui palmo si trova frequentemente abbinato,ma a lui poco sarebbe importato. Tanto era cinese. E magari avrebbe apprezzato i nostri Capuana,Pirandello,Tozzi,Fogazzaro che invece non conoscevano il kung fu ma sicuramente avevano dimestichezza con l'Italiano e facevano ricorso a palmo per ‘palma.